Outsourcing IT: 5 aspetti da definire bene perché funzioni sul serio

Gestire bene l’outsourcing IT non è una questione tecnica. È una questione di governo, metodo e responsabilità interna.

Ecco come dovrebbe muoversi un’azienda matura quando affida fuori la propria infrastruttura.

1. Trattarlo come una funzione critica, non come una fornitura qualsiasi

Characteristics of Relevant Concepts Diagram v5

L’errore tipico è considerare l’IT esterno come:

“un servizio tecnico che costa X al mese”

In realtà è una funzione che impatta su:

  • rischio legale e reputazionale
  • operatività quotidiana
  • sicurezza dei dati
  • continuità aziendale

Deve quindi essere governato come si governa la finanza o la produzione, non lasciato andare in autonomia. Serve quindi un referente interno (anche non tecnico) che abbia responsabilità di governo, non di intervento.

2. Mantenere la regia interna (anche se l’operatività è fuori)

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Outsourcing ≠ delega totale.

L’azienda dovrebbe:

  • definire obiettivi chiari (continuità, sicurezza, tempi di risposta)
  • avere KPI e report periodici
  • fare riunioni di allineamento (non solo quando c’è un problema)
  • chiedere evidenze, non rassicurazioni

Il fornitore gestisce i sistemi. L’azienda governa il servizio. Se manca questo livello, il rapporto diventa reattivo e non strategico.

Dobbiamo chiederci se:

  1. Abbiamo un referente interno responsabile del servizio IT esterno
  2. È chiaro cosa è responsabilità del fornitore e cosa dell’azienda
  3. Le responsabilità sono documentate (contratto, allegati, procedure)
  4. È definito chi prende decisioni in caso di emergenza
  5. Le priorità di intervento sono già stabilite (non decise sul momento)

3. Gestirlo come un tema di rischio, non solo di tecnologia

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L’infrastruttura IT esterna deve essere vista come parte del sistema di gestione del rischio aziendale.

Significa chiedersi regolarmente:

  • Siamo dipendenti da una sola persona o struttura?
  • Cosa succede se i sistemi si fermano?
  • Quanto tempo possiamo stare fermi?
  • I backup sono verificati?

Un’azienda che gestisce bene l’outsourcing ragiona in termini di impatto sul business, non solo di ticket tecnici.

L’azienda dovrebbe quindi chiedersi se:

  1. I sistemi sono monitorati in modo continuo
  2. I backup vengono controllati e testati regolarmente
  3. Sicurezza e aggiornamenti sono gestiti in modo proattivo
  4. Riceviamo segnalazioni prima che il problema blocchi il lavoro
  5. Il servizio non si basa solo su “chiamaci quando si rompe”

4. Pretendere trasparenza strutturata, non aggiornamenti “a voce”

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Il controllo non significa fare il tecnico. Significa avere:

  • documentazione aggiornata
  • report periodici su stato sistemi, backup, sicurezza
  • indicatori di servizio (tempi di risposta, incidenti, manutenzioni)

Se l’unico modo per capire la situazione è “chiamare il fornitore”, l’azienda non sta gestendo, sta subendo.

Quindi nello specifico dobbiamo chiederci:

  1. Gli SLA sono definiti in modo chiaro e comprensibile?
  2. Sappiamo in quanto tempo viene presa in carico una segnalazione?
  3. Sappiamo in quanto tempo inizia il ripristino operativo?
  4. È definito cosa è “critico” per la nostra azienda?
  5. Esiste un piano per gestire fermi prolungati (disaster recovery)?

5. Prepararsi anche all’uscita (vendor independence)

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Una gestione sana dell’outsourcing prevede anche:

  • piano di transizione possibile
  • documentazione accessibile all’azienda
  • credenziali sotto controllo aziendale
  • architettura comprensibile

Non perché si voglia cambiare fornitore, ma perché la possibilità di farlo è ciò che mantiene il rapporto equilibrato.

Dobbiamo quindi chiederci se:

  1. L’azienda possiede o può accedere alla documentazione tecnica
  2. Gli accessi principali sono sotto controllo aziendale
  3. L’architettura è comprensibile anche a un nuovo fornitore
  4. Esiste un piano di transizione possibile
  5. Cambiare partner non significherebbe ripartire da zero

Consiglio Bonus

per chi è arrivato fino a qui. Non sottovalutate mai la Sicurezza e la gestione accessi

chiedetevi sempre se:

  1. L’azienda ha controllo sugli accessi critici
  2. Le credenziali non sono in mano a una sola persona
  3. Esistono procedure per revocare accessi quando qualcuno esce
  4. I dati sensibili sono gestiti secondo regole definite
  5. È chiaro dove sono archiviati dati e backup

Concludendo

L’outsourcing funziona, ma solo se parte dalla decisioni, che se prese giuste prima evitano problemi poi.

Se nelle check list abbiamo messo:

SituazioneInterpretazione
Quasi tutti “SÌ”Outsourcing sotto controllo
Diversi “NO” nella stessa areaRischio strutturale
“NO” su ruoli, accessi o backupRischio critico
Non sapete rispondereMancanza di governo

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Luca Bidinost
Luca Bidinost

Luca Bidinost è un professionista del settore IT con esperienza nello sviluppo e nella gestione di soluzioni tecnologiche innovative. Appassionato di tecnologie emergenti, si occupa di trasformare le esigenze aziendali in progetti scalabili, solidi e ad alte performance.